15/01/2010

Napoli, ancora acquisti in prospettiva

 


Napoli, ancora acquisti in prospettiva


Il "Progetto Napoli" prevedeva periodici acquisti di prospettiva da integrare in una rosa sempre più completa e competitiva con il passare del tempo. L'intenzione della dirigenza partenopea era quella di ricalcare il modello Arsenal, un disegno strategico, ancora attuale e che, se applicato nel migliore dei modi, permetterebbe alla società partenopea di competere con i grandi club italiani ed europei senza affrontare continui, ingenti, investimenti, deleteri per il bilancio societario e non in grado di garantire una stabile e duratura collocazione tra le big del calcio continentale.
Collocazione a cui mira De Laurentiis allorquando afferma che non basta raggiungere l'Europa ma è auspicabile partecipare a queste prestigiose manifestazioni con una competitività idonea al raggiungimento delle fasi finali.

Lo scorso campionato, al giro di boa, il Napoli occupava una posizione in classifica tale da far sognare ai propri sostenitori il raggiungimento di una insperata futura partecipazione alla Champions League. Bastava, forse , completare la rosa della squadra con qualche giocatore che andasse ad occupare quei ruoli scoperti nello scacchiere azzurro ed, inoltre, provvedere al completamento della panchina con calciatori in grado di poter effettuare un turnover oppure di sostituire i compagni di squadra in occasione di qualche squalifica o infortunio. Così non accadde e la giustificazione per questi auspicati e mancati interventi di mercato verteva sulla considerazione di non modificare gli equilibri esistenti all'interno dello spogliatoio.

Di fatto, nel corso del girone di ritorno, risultò evidente che i citati equilibri erano instabili al punto che una crisi, forse latente, si presentò in un momento in cui era possibile raggiungere, sulla carta, traguardi ambiziosi. Squalifiche ed infortuni completarono l'opera di disgregazione di un gruppo che si poneva ben altri obiettivi di quelli raggiunti a fine stagione.
Addio, allora, alla Champions ed anche alla Europa League.

Qualsiasi sforzo economico fatto da De Laurentiis, ovviamente dietro il suggerimento dell'allora d.g. Pier Paolo Marino, avrebbe consentito alla Società di raggiungere traguardi che non solo avrebbero proiettato la squadra azzurra in un'orbita diversa dalla modesta collocazione raggiunta al termine del torneo ma avrebbe permesso al Presidente di avere un ritorno economico compensativo per gli eventuali investimenti fatti nel mercato di riparazione.

Analoga situazione, si presenta nel campionato in corso, infatti il Napoli dopo un inizio di campionato preoccupante per il presente ed il futuro della squadra, successivamente agli esoneri di Marino e Donadoni e sotto la guida tecnica di Mazzarri, è riuscito a risalire in classifica fino a riportarsi nelle posizioni già occupate al termine del girone di andata nello scorso campionato.

Nonostante l'esperienza negativa pregressa, la Società è intenzionata a proseguire sulla stessa linea programmatica condotta fino ad ora e De Laurentiis, in una intervista rilasciata al quotidiano "Corriere dello Sport" afferma: "Io qualcosa vorrei prenderla. Però in prospettiva. Mi piacerebbe prenotare un calciatore utile in futuro, da acquistare ed, eventualmente, lasciare altrove: in tal modo, non verrebbero alterati gli equilibri interni del gruppo"

Resta solo da definire di quale futuro parli il Presidente e verificare se gli equilibri all'interno del gruppo sono stabili. Conoscendo la valenza imprenditoriale di De Laurentiis e la passione con cui svolge il suo lavoro, ai tifosi partenopei non resta altro che credere alle parole del Presidente.

De Laurentiis, fino ad ora, ha saputo rispettare gli impegni presi ed a proiettare il Napoli, ancora una volta, nelle prime posizione di classifica, come accadde nel gennaio dello scorso anno.

La storia è fatta di cicli e ricicli. Il Napoli sta vivendo, attualmente, un ciclo ed i ricicli non possono riapparire fino al termine di un periodo che va vissuto e, successivamente, valutato.

Vincenzo Vitiello

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19/10/2009

Pezzella: "Mazzarri nell'immediato può dare una svolta anche se io avrei preferito Delio Rossi"

ESCLUSIVA GOLMANIA: Pezzella: "Mazzarri nell'immediato può dare una svolta anche se io avrei preferito Delio Rossi"

Francesco Pezzella , giornalista di Telecaprisport e conduttore della trasmissione "Studio & Stadio" in onda ogni domenica su Telecapri, ha rilasciato, in esclusiva, per GOLMANIA.IT, un'intervista riguardante l'esordio di Walter Mazzarri sulla panchina del Napoli ed il prossimo completamento dell'organigramma societario. L'esordio vittorioso di Mazzarri sulla panchina del Napoli ha indotto una riflessione nella tifoseria azzurra: è bastata la grinta trasmessa dal neo allenatore azzurro alla squadra per osservare, sul rettangolo di gioco, una formazione convinta delle proprie capacità e determinata a conquistare i tre punti oppure i giocatori hanno capito che, con un De Laurentiis intenzionato a non "fare sconti" a nessuno in caso di ulteriori e reiterate battute di arresto, potrebbero correre il rischio di non avere un futuro nel Napoli? In attesa di una ulteriore verifica, chiediamo a Pezzella:

Qual'è il suo pensiero riguardante la ritrovata grinta della squadra partenopea?

"Le modifiche di Mazzarri non hanno prodotto granché ma non poteva essere diversamente visto il poco tempo a disposizione con tutti i giocatori. Importante avere subito abbandonato il 3-5-2. La squadra ha lottato su tutti i palloni e alla fine l'ha spuntata. Certamente i giocatori sanno di essere tutti sotto esame"


Nel match contro il Bologna, viste le prestazioni dei giocatori impegnati con le rispettive nazionali durante la scorsa settimana, Mazzarri, utilizzandoli in una partita molto importante per il Napoli, ha sconfessato l'operato di Donadoni allorquando, contro il Genoa, preferì tenerli a riposo?

"Donadoni commise una grande ingenuità, sconfessata da tutti gli altri allenatori che in quello stesso turno utilizzarono i calciatori impegnati in Nazionale. Mazzarri ha fatto la cosa giusta? Dal punto di vista tecnico sì perché Lavezzi, pur con i suoi limiti, è sempre il giocatore più pericoloso. Ma dal punto di vista "educativo" farlo giocare dopo il rientro ritardato per sue responsabilità è stato sbagliato. Nel calcio però siamo abituati a valutare tutto in base ai risultati. Il Napoli ha vinto, Lavezzi ha giocato bene e allora "scurdammece o' passato"


Pensa che Mazzarri sia l'allenatore giusto affinchè il "Progetto De Laurentiis" possa avere un'applicazione pragmatica senza ulteriori Stop che potrebbero compromettere il raggiungimento degli obiettivi programmatici societari?

"Mazzarri ha una buona personalità ma a lungo termine è difficile dire se potrà essere l'uomo giusto. Dobbiamo vivere alla giornata. Certamente nell'immediato può dare una svolta anche se io avrei preferito Delio Rossi"In attesa che il Presidente comunichi il nome del futuro direttore generale, crede che Bagni farà parte dell'organigramma del Napoli come consulente di mercato oppure, vista la sua grande esperienza nel mondo del calcio, potrebbe ricoprire un ruolo finalizzato ad una tredunion tra allenatore, d.s. e d.g.?"Sembrerebbe proprio di sì e sicuramente sarebbe una buonissima soluzione. Bagni è uno che conosce bene il calcio, il mercato internazionale e si presenta anche bene"


A quale nome, secondo lei, De Laurentiis si riferisce allorquando parla di un grande professionista, attualmente impegnato con un'altra Società e che presto, probabilmente, sarà il nuovo d.g.?

"Il nome è quello di Marotta ma a breve non sarà il nuovo Dg del Napoli e forse neanche per il futuro"

Vincenzo Vitiello

12/10/2009

Mazzarri riporta un pò di serenità nel Napoli

Mazzarri riporta un pò di serenità nel Napoli

Walter Mazzarri sta restituendo ai tifosi napoletani un pò di quell'entusiasmo che aveva accompagnato il Napoli nel precampionato dopo la notevole campagna acquisti fatta dalla Società. I primi allenamenti condotti dal neo tecnico azzurro sono stati improntati, aspettando coloro che sono impegnati con le rispettive Nazionali, sul recupero psicofisico dei giocatori azzurri.

Mazzarri deve ancora decidere quale modulo adotterà. Lo farà appena avrà tutti i giocatori a disposizione e dopo attente ed accurate valutazioni. In diverse circostanze, il tecnico partenopeo ha precisato che è in grado di far eseguire ogni modulo tattico basta che quello prescelto sia confacente alle caratteristiche dei calciatori. E' convinzione del tecnico che ogni assetto tattico produce un gioco valido e redditizio se interpretato nel migliore dei modi dai giocatori. Walter non si considera un difensivista ed è abituato a proseguire per la sua strada senza condizionamenti di sorta.La domanda ricorrente nella la tifoseria partenopea è: "Siamo in ritardo sulla tabella oraria stabilita dal Laboratorio operante gestito, fino a qualche giorno fa, dal referente di tale struttura ovvero Pier Paolo Marino? " Forse no, perché il ritardo accumulato è dovuto ad un repentino ed inopportuno cambio di rotta allorquando la guida tecnica della squadra fu affidata a Roberto Donadoni, un allenatore che non è stato in grado di tentare una qualsivoglia sperimentazione riguardante i moduli tattici adottati dal suo predecessore, Reja, di non trasmettere ai suoi uomini grinta, determinazione, gioco e, dulcis in fundo, di tacciare di incompetenza calcistica il Presidente che gli aveva offerto una chance in un periodo non prodigo di soddisfazioni per l'allenatore bergamasco."De Laurentiis persona splendida, ma deve imparare ancora tanto, vive poco l'ambiente dello spogliatoio"- ha affermato l'ex tecnico azzurro nel momento di passare il testimone a Walter Mazzarri.
A dire il vero, coloro che sono preposti, in una Società, a vivere l'ambiente dello spogliatoio sono altri e non un Presidente. Nel nuovo organigramma del Napoli, vi saranno, certamente, professionisti investiti da tale funzione o, quanto meno, non sarà presente solo una "figura" deputata a respirare l'aria dello spogliatoio e di altri ambienti a latere. I repentini cambi "atmosferici" dovuti alla frequentazione di più ambienti con "clima" diverso possono arrecare danni all'equilibrio occorrente per risolvere importanti problematiche ed in tal caso la … "solitudine" non aiuta!Tante parole ed un sol pensiero: I dovuti cambi e la costituzione di un completo organigramma societario rappresentano i giusti presupposti per dare una dimensione diversa ad una Società che mira ad avere anche e soprattutto, un riflesso internazionale, ma alla base della pianificazione di tali progetti dovrà esserci una dovuta e completa trasparenza frutto di una costante comunicazione con i media e la tifoseria affinchè la mancanza di tempestive informazioni con conseguenti rassicurazioni non si trasformi in un involontario e penalizzante boomerang per la Società.


Vincenzo Vitiello
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Napoli: pensieri e parole

 

Napoli: pensieri e parole

Settembre 2004: La settima sezione del Tribunale di Napoli e la curatela fallimentare ha accettato la proposta avanzata dal produttore cinematografico Aurelio De Laurentiis per rilevare il Calcio Napoli e disputare il prossimo campionato di serie C.
“Il Napoli in C1?” increduli e mortificati da tale decisione, i tifosi partenopei meditarono sulla sentenza del Tribunale ma il pensiero è sinonimo di riflessione ed allora Freud venne in aiuto al “popolo” partenopeo: "La riflessione è l’appropriazione del nostro sforzo per esistere e del nostro desiderio d’essere, attraverso le opere che testimoniano di questo sforzo e di questo desiderio”.
Per esistere ed appagare il desiderio di essere presenti nel mondo del calcio, dopo aver corso il rischio di abbandonarlo definitivamente, lo sforzo riguardante la prospettiva di dover disputare alcuni campionati nelle serie minori venne accettato dalla tifoseria napoletana senza mai abbandonare il pensiero che, in un immediato futuro, Napoli potesse rivivere gli sfarzi di un’era che venne definita, da alcuni opinionisti, “irripetibile”. A confortare tali immaginazioni vennero in soccorso le parole di un grande imprenditore, Aurelio De Laurentiis. Proclami ricchi di enfasi e determinazione garantiti dalla grande professionalità imprenditoriale del neo Presidente del Napoli determinato non solo a ripercorrere quella straordinaria strada che portò, a livello mediatico, Napoli ed il Napoli in “cima al mondo” ma, dopo averla raggiunta, a rimanere, in modo stabile, almeno sulle pendici di un altura in cui risiedono le più blasonate Società calcistiche nazionali ed estere.
“Do ut des”…. «io (tifoso) do affinché tu dia»: è la pragmatica applicazione della famosa frase latina da parte dei supporter partenopei che mutuando gli intenti di De Laurentiis ne fecero il loro “credo”calcistico. Sempre accanto alla squadra, con immensa passione, seguirono l’evoluzione di quegli eventi che portarono il Napoli dalla serie C1 alla massima serie nazionale fino a respirare aria d’Europa.“ Io do … ma, nonostante vi sia stato un notevole trend di risultati positivi e promozioni nelle serie calcistiche superiori, non ho potuto godere uno spettacolo calcistico degno di grandi platee”. Una mancato spettacolo giustificato dalla necessità di raggiungere, al più presto, gli obiettivi programmatici societari.
Settembre 2009: “ Siamo in ritardo sulla tabella oraria stabilita dal Laboratorio operante gestito, fino a qualche giorno fa, dal referente di tale struttura ovvero Pier Paolo Marino? ” Forse no, perché il ritardo accumulato è dovuto ad un repentino ed inopportuno cambio di rotta allorquando la guida tecnica della squadra fu affidata a Roberto Donadoni, un allenatore che non è stato in grado di tentare una qualsivoglia sperimentazione riguardante i moduli tattici adottati dal suo predecessore, Reja, di non trasmettere ai suoi uomini grinta,determinazione, gioco e, dulcis in fundo, di tacciare di incompetenza calcistica il Presidente che gli aveva offerto una chance in un periodo non prodigo di soddisfazioni per l’allenatore bergamasco.“De Laurentiis persona splendida, ma deve imparare ancora tanto, vive poco l'ambiente dello spogliatoio”- ha affermato l’ex tecnico azzurro nel momento di passare il testimone a Walter Mazzarri. A dire il vero, coloro che sono preposti, in una Società, a vivere l’ambiente dello spogliatoio sono altri e non un Presidente. Nel nuovo organigramma del Napoli, vi saranno, certamente, professionisti investiti da tale funzione o, quanto meno, non sarà presente solo una “figura” deputata a respirare l’aria dello spogliatoio e di altri ambienti a latere. I repentini cambi “atmosferici” dovuti alla frequentazione di più ambienti con “clima” diverso possono arrecare danni all’equilibrio occorrente per risolvere importanti problematiche ed in tal caso la … “solitudine” non aiuta!
Tante parole ed un sol pensiero: I dovuti cambi e la costituzione di un completo organigramma societario rappresentano i giusti presupposti per dare una dimensione diversa ad una Società che mira ad avere anche e soprattutto, un riflesso internazionale, ma alla base della pianificazione di tali progetti dovrà esserci una dovuta e completa trasparenza frutto di una costante comunicazione con i media e la tifoseria affinchè le mancate parole non si trasformino in cattivi pensieri.
Vincenzo Vitiello

07/10/2009

BORDIN A "NM LIVE-DIRETTA TIFOSI": "MAZZARRI? PUO' FARE BENE A NAPOLI"

BORDIN A "NM LIVE-DIRETTA TIFOSI": "MAZZARRI? PUO' FARE BENE A NAPOLI"

Roberto Bordin, ex cetrocampista del Napoli, e' intervenuto telefonicamente a "Napoli Magazine Live-Diretta Tifosi", trasmissione sul Napoli prodotta da "Napoli Magazine" (www.napolimagazine.com) in onda dal lunedi' al venerdi' dalle 21 alle 22.30 su
http://www.napolimagazinelive.com/ ( condotta da Vincenzo Vitiello) rispondendo alle domande dei tifosi partenopei in video (Enzo da Milano, Massimo da Colonia, Angelo da Ferrara, Marco da Napoli, Fabio da Napoli e Gerardo da Bologna), oltre alle tantissime domande degli amici in chat (da ogni parte del mondo): "Il Napoli mi e' rimasto nel cuore. Ho trascorso degli anni indimenticabili. Sono stato sempre un giocatore di quantita'. L'impegno, da parte mia, non e' mai mancato in campo. Mazzarri e' una garanzia. Mi dispiace per Donadoni, perche' resta un ottimo allenatore. Mazzarri e' stato molto bravo a dare una svolta in piazze difficili come quelle di Reggio Calabria e Genova, sponda sampdoriana. Credo che sia l'uomo giusta per dare una scossa agli azzurri. Mazzarri punta sul 3-5-2? Il Napoli ha comunque giocatori come Zuniga e Maggio su cui puntare. Mazzarri non e' uno sprovveduto. Non e' detto che possa cambiare modulo. Al Napoli manca la grinta? E' un aspetto fondamentale. Quando si va in campo bisogna impegnarsi al massimo. Le qualita' dei giocatori vanno sfruttate al massimo. Quagliarella e Lavezzi sono due giocatori che si possono adattare a qualsiasi sistema di gioco. Napoli in difficolta' in trasferta? Occorre creare entusiasmo e stima. Forse e' subentrato un po' di scoramento. Nel calcio moderno occorre avere i piedi buoni, soprattutto a centrocampo: bisogna essere veloci nello smistamento della palla. Pirlo, ad esempio, e' bravissimo ma ha bisogna di essere supportato. Hamsik e' fortissimo: sa contrastare, ripartire e segnare. E' un giocatore completo. Montali? E' un grandissimo dirigente, e' preparato ed esperto. Sicuramente portera' delle idee nuove. Il figlio di Bigon? Conosco il padre, che mi ha allenato: se il figlio e' serio come il padre non ci saranno problemi. La classifica non e' bella, ma c'e' tempo per riprendersi. Cigarini e' un giocatore molto tecnico. Mi piace molto Gargano, perche' e' sempre al centro del gioco. Sono sicuro che i tifosi e la squadra sapranno dare una mano a Mazzarri. Ricordo quando perdemmo la finale di Coppa Italia con il Vicenza: ricordo che noi del gruppo stavamo male. Beto era il nostro Cassano: con le sue giocate era imprevedibile. L'anno con Lippi, nonostante i problemi societari, fu bellissimo: ricordo anche il gol di Di Canio al Milan al San Paolo. Faccio sempre il tifo per il Napoli: mi auguro che gli azzurri possano tornare a vincere a partire dal prossimo match". Riguarda l'intervento video, coordinato da Vincenzo Vitiello, ascoltando le parole di Roberto Bordin:

ESCLUSIVA EMGSPORT - VITIELLO: " GIUSTO MANDAR VIA MARINO. CON MAZZARRI PIU' SPETTACOLO"


ESCLUSIVA EMGSPORT - VITIELLO: " GIUSTO MANDAR VIA MARINO. CON MAZZARRI PIU' SPETTACOLO"

Il giornalista e tifoso napoletano Vincenzo Vitiello, ai microfoni di Emgsport.net, ha risposto ad alcune domande sul delicato perido partenopeo.

Come stanno vivendo i napoletani il turbolento periodo societario?
Purtroppo, i tifosi napoletani sono rimasti increduli e sconcertati da questo periodo negativo del Napoli che si protae da diversi mesi ovvero da gennaio. Con l'avvento suilla panchina azzurra di Donadoni, De Laurentiis aveva dichiarato che sarebbe iniziata la "fase 2" del progetto. Questa proposizione del Presidente fu ben accolta dal "popolo" partenopeo ma, dopo le prime partite del campionato in corso, si sono resi conto che non vi è stata un'applicazione pragmatica degli intenti di colui che ha speso un'ingente cifra per portare il Napoli ai livelli che competono alla squadra azzurra. Più che delusione potremmo parlare di rassegnazione da parte di una tifoseria che ha sognato di ritornare,in un immediato futuro,ai fasti di un tempo.
Sei d'accordo con l'allontanamento di Marino dal ruolo di ds?
Marino ha operato bene nel riportare il Napoli dalla serie C alla massima serie. Inizialmente, ha richiesto di ricoprire più cariche all'interno della Società e la decisione di De Laurentis di affidarsi in toto al valente d.g. poteva avere un giusto riscontro nella fase iniziale del progetto e durante la permanenza del Napoli nelle serie minori. Pier Paolo ha blindato la Società preservandola dalle eventuali critiche ed ingerenze che avrebbero potuto minare, sul nascere, l'operato del "Laboratorio Napoli" deputato a costruire una squadra subito competitiva e prospettica. Le due ultime campagne acquisti non sono state pienamente soddiafcenti per coprire alcuni "buchi" nell'organico azzurro e per vendere i giocatori in esubero. Credo, quindi, che Marino,per la carica ricoperta, essendo stato il principale responsabile della costituzione di una squadra targata, ancora una volta "eterna incompiuta", andava rimosso dall'incarico.
A tuo avviso Mazzarri potrà risollevare le sorti del Napoli?
Mazzarri è un grande motivatore. Ricordiamo che nel campionato 2005-2006 riusci a compiere un "miracolo" conquistando la salvezza con una Reggina penalizzata, ad inizio campionato,di ben 15 punti (poi ridotti ad 11). Conosce l'ambiente napoletano essendo stato il "secondo" di Ulivieri, nel campionato 98-99, per cui vi sono tutti i presupposti affinchè la squadra partenopea possa riprendersi nel più breve tempo possibile.
Cosa cambia dal punto di vista del modulo con l'arrivo dell'ex tecnico doriano?
La preoccupazione dei tifosi napoletani è dovuta, proprio, alla convinzione che il neo tecnico possa continuare con l'applicazione del modulo 3-5-2 quasi sempre da lui utilizzato. La sensazione è che Walter, avendo dichiarato di voler adottare una difesa a tre, possa, in via transitoria, provare un 3-4-2-1, con Hamsik e Lavezzi alle spalle di Quagliarella. E' chiaro, comunque, che il modulo adottato prima da Reja e, successivamente, da Donadoni, è in disuso in tutti i campionati continentali. Avendo manifestato la volontà di non stravolgere, in partenza, l'assetto tattico fino ad ora adottato dal Napoli ma di applicare un modulo più spregiudicato in cui possano trovare spazio i migliori giocatori azzurri, si può dedurre che, in tempi brevi, la squadra partenopea potrà con Mazzarri, sviluppare un gioco più spettacolare e redditizio.


Salvo Ferrara

30/09/2009

Roma-Napoli: importante crocevia per la squadra azzurra

Roma-Napoli: importante crocevia per la squadra azzurra

Un match ricco di interesse dal cui esito finale dipende il destino del Napoli e di Donadoni

In attesa che De Laurentiis provveda, dopo la conclusione del mandato contrattuale di Pier Paolo Marino, alla realizzazione di un vero e completo organigramma societario con la presenza di un d.g. oltre ad un direttore sportivo in grado di poter seguire, con le giuste competenze ed in accordo con l’allenatore, l’eventuele nuova programmazione, il Napoli è atteso, domenica, da un ulteriore test, molto impegnativo, contro la Roma.
Il match contro i giallorossi potrebbe considerarsi un crocevia per le ambizioni del Napoli ed il futuro di Donadoni. Se la squadra azzurra riuscisse ad uscire dall’Olimpico imbattuta, soprattutto con una convincente prestazione, l’attuale tecnico bergamasco potrebbe avere l’opportunità di beneficiare di ulteriore fiducia da parte del Presidente e, quindi, lavorare con serentità dopo aver subito la “bufera” mediatica di critiche che si è abbattuta sulla squadra, sul tecnico, e sul responsabile della pianificazione programmatica della fase 2 del “progetto Napoli” ovvero Pier Paolo Marino.
Essendo giunti appena alla settima giornata di campionato nulla è perduto quindi vi sono le possibilità per risalire la china e proseguire su una strada diversa da quella percorsa, ad inizio torneo, dalla squadra azzurra. Affinchè ciò avvenga, Donadoni ed i giocatori partenopei devono isolarsi e concentrasi eslusivamente sul prossimo difficile impegno che attende loro nel prossimo turno di campionato. Un risultato positivo, conseguito contro la squadra giallorossa, costituirebbe un’iniezione di fiducia per i calciatori ed un allenatore, attualmente, seduto su una panchina “bollente” che, nel caso la squadra dovesse deludere ancora, potrebbe essere occupata da un altro tecnico.
Nelle ultime ore è stata accostata al Napoli una terna di possibili candidati alla futura guida della squadra: Delio Rossi, Mancini e Mazzarri mentre il desiderio di una buona parte della tifoseria è rappresentato dalla possibilità di vedere, in un prossimo futuro, Spalletti condurre il Napoli verso quei traguardi raggiunti dalla Roma
Nel caso la squadra azzurra non riuscisse a risollevarsi da una crisi di gioco e risultati che dura da molto tempo, a De Laurentiis si potebbero prospettare tre probabili soluzioni: sostituire Donadoni con un nuovo tecnico a cui affidare la conduzione della squadra per il campionato in corso e per il futuro; ingaggiare un “traghettatore” disposto a limitare i danni nella presente stagione per poi, passare, al termine del campionato, il “testimone” ad un allenatore che possa garantire al Napoli un futuro roseo, magari proprio Spalletti, impossibilitato nel campionato in corso ad occupare un’altra panchina avendo inziato la stagione con la Roma oppure ricorrere ad un escamotage ventilato anche da alcuni media ovvero investire Spalletti di una temporanea funzione di direttore sportivo coadiuvato da un allenatore consenziente.
L’ultima ipotesi consentirebbe all’ex allenatore giallorosso di poter osservare, con calma, le problematiche presenti sotto l’aspetto tecnico-tattico ed apportare quei correttivi all’organico occorrenti per mettere in atto il suo “credo” calcistico.
Ad ogni modo, l’attenzione di De Laurentiis e dei tifosi azzurri è tutta rivolta al prossimo match Roma- Napoli crocevia per il futuro della squadra partenopea.
Vincenzo Vitiello

24/09/2009

Napoli: Sbagliare è umano, perseverare è diabolico


Napoli: Sbagliare è umano, perseverare è diabolico


Confusione tattica o calo psicofisico cause della mortificante sconfitta della squadra azzurra contro l'Inter?


Questo proverbio trova, forse, un’ampia applicazione nella gestione, attuale, del Napoli sotto dìversi aspetti. Dopo una grande campagna acquisti a livello di esborso economico ,da parte di De Laurentiis, ed alla quinta giornata di campionato si recepisce che l’unico modulo tattico adottabile dalla squadra azzurra è il 3-5-2 per le caratteristiche dei suoi giocatori. Primo interrogativo a questa presunta motivazione in merito al cambio di un modulo non più adottato in Italia, è il seguente: “ Se era intenzione di Donadoni non apportare nessuna modifica allo schieramento azzurro a livello tattico, perché la Società non ha messo a disposizione del tecnico i giocatori giusti per proseguire su tale strada?”
Le precedenti partite del Napoli, nel campionato in corso, non hanno portato il tecnico partenopeo ad una riflessione ed opportuna valutazione delle esperienze maturate durante i momenti topici dei match. Donadoni, imperterrito, ha ricommesso i medesimi errori a San Siro contro l’Inter, una squadra completa, ben organizzata che ha dato al Napoli una vera lezione di calcio. Essendo necessario l’acquisto di un regista, Marino ha provveduto, questa estate, a comprare uno dei migliori giovani centrocampisti per ricoprire il “buco” in organico, Cigarini. Ebbene, anche considerando che il giocatore non è ancora al top della condizione, non si riesce a comprendere il perché del suo modesto utilizzo nel Napoli attuale.
Per poter mettere il regista partenopeo in condizioni ottimali all’espletamento del suo compito, bisognerebbe affiancarlo ad incontristi deputati a svolgere, unicamente, la fase di interdizione. Assistiamo, invece, allo schieramento di Gargano con compiti tali da arrecare ulteriore confusione ovvero, l’uruguagio, spesso si propone come suggeritore delle manovre offensive senza alcun costrutto non avendo le capacità idonee a tali funzioni. A San Siro è toccato a Datolo accomodarsi in tribuna nonostante avesse fornito ottime prestazioni nelle ultime partite. Chiaramente, Donadoni preoccupato per la presenza sulla fascia destra dell’Inter di Maicon, ha preferito inserire sull’out sinistro dello schieramento del Napoli un calciatore con spiccate caratteristiche difensive, Zuniga, dimenticando che l’adattamento del laterale sulla fascia sinistra, fino ad ora, ha procurato alla squadra azzurra, solo problemi in quella zona del campo. Inoltre, il tecnico partenopeo, relegando Datolo in tribuna, ha perso l’opportunità di avere a disposizione un cambio di tale valore nel corso dello svolgimento del match.
Il Napoli non ha i calciatori per interpretare, ad esempio, il, 4-3-2-1 piuttosto che il 4-4-2 o un altro modulo? Quattro difensori ci sono ed ognuno con appropriate caratteristiche per posizionarsi in questo schiarimento. Datolo, restituito al suo naturale ruolo potrebbe essere coperto da un terzino sinistro ed, in attesa di provvedere a tale acquisto, perché non provare con continuità Rullo nel suo vero ruolo di appartenenza? L’attuale confusione tattica della squadra sta coinvolgendo anche Hamsik. “Marechiero” ,a San Siro ben controllato da Zanetti, è apparso disorientato ed incapace di fornire il solito ottimo contributo. Encomiabile Lavezzi che, “al di fuori degli schemi” ha dato l’anima prima di arrendersi ad una sconcertante situazione circostante.
Questa disamina potrebbe continuare all’infinito anche per la mancanza di un riscontro pratico. Donadoni ha avuto tutto il tempo necessario per valutare la convenienza di una eventuale sperimentazione riguardante l’assetto tattico della squadra e se ha deciso di proseguire in tal modo, reiterando le visibili incongruenze riguardanti le scelte dei giocatori e del modulo applicato, allora si potrebbe affermare “perseverare è diabolico” aggiungendo: “chi è causa del suo mal pianga se stesso” ……. ma non arrechi angoscia, delusione e tristezza a colui che gli ha messo a disposizione un notevole “parco giocatori” ed al “popolo” partenopeo!
Vincenzo Vitiello

22/09/2009

Napoli: Donadoni "osservato speciale" a San Siro


Napoli: Donadoni "osservato speciale" a San Siro


Era difficile ipotizzare ad inizio stagione che, alla vigilia della quinta giornata, De Laurentiis dovesse intervenire, ancora una volta, per difendere gli investimenti effettuati fino ad ora ed, in particolare, l'ingente somma di oltre cinquanta milioni di euro spesi nel mercato estivo. Il Presidente, visti i risultati conseguiti dalla squadra azzurra in questo inizio di torneo, si è riservato, prima che la situazione possa precipitare, di prendere drastici provvedimenti qualora nelle prossime tre giornate di campionato la squadra non dovesse riprendersi.
E' vivo il ricordo, in tutta la tifoseria azzurra, del blackout subito dal Napoli nel girone di ritorno dello scorso campionato. Una lunga crisi di risultati e gioco da cui la squadra partenopea non riuscì più a risollevarsi. Ebbene, questo preannunciato intervento del Presidente è tempestivo e tendente a non permettere un "replay" della triste esperienza pregressa. Tre partite in cui De Laurentiis cercherà di analizzare l'attuale situazione sotto ogni profilo. Se la situazione dovesse restare ancora in stand bay saranno, probabilmente, attribuite le responsabilità a coloro che si sono resi, involontari, protagonisti del rallentamento del progetto che stava facendo sognare un'intera città.Un "osservato speciale", in queste tre prossime partite, sarà Donadoni. Chiamato a sostituire Reja ad undici giornate dalla fine dello scorso campionato, il tecnico bergamasco, pur avendo la possibilità di sperimentare un modulo maggiormente confacente al calcio moderno ed ai giocatori azzurri ha preferito continuare ad utilizzare il modulo adottato da Reja, ovvero quel 3-5-2 oramai non più utilizzato, da tutte le squadre italiane. Il 3-5-2 prevede la presenza di due laterali in grado di coprire l'intera fascia di appartenenza e, quindi, a svolgere un duro ed impegnativo lavoro per cui, paradossalmente, una squadra con ambiziosi progetti, per cautelarsi in caso di infortuni o squalifiche, dovrebbe acquistare ben quattro laterali, più o meno, dello stesso valore tecnico.
Qualche perplessità sul tecnico azzurro è dovuta, anche, per alcune scelte fatte nell'impostare la formazione iniziale, i cambi effettuati tardivamente e la non appropriata lettura delle partite in "tempo reale".Con queste premesse il compito della squadra partenopea per superare "l'esame di riparazione", concesso da De Laurentiis, non è semplice in virtù della considerazione che la squadra azzurra dovrà affrontare in queste tre partite, una lanciatissima Inter, il Siena e la Roma.Inter - Napoli: una partita in cui le due formazioni non possono concedersi distrazioni. L'Inter non può fare passi falsi per la seria concorrenza di una Juventus motivatissima, decisa a ritornare sugli standard abituali che permettevano alla squadra torinese, qualche anno fa, di competere sempre ai massimi livelli e di un Milan intenzionato a risalire la corrente per insidiare la leadership dei neroazzurri e bianconeri.
Il Napoli non può tradire la fiducia del Presidente De Laurentiis. La formazione azzurra dovrà scendere sul rettangolo di San Siro senza timori reverenziali verso la blasonata squadra milanese e con l'intento di dimostrare che solo sfortunati episodi hanno condizionato questo inizio di campionato non in linea con le strategie societarie e con le attese di una tifoseria non disposta a concedere più ulteriori appelli ad una squadra che era partita con grandi ambizioni.

Vincenzo Vitiello

19/09/2009

Napoli: una serata importante per il futuro partenopeo


Napoli: una serata importante per il futuro partenopeo


A poche ore dall'inizio del match Napoli-Udinese, ritroviamo un Donadoni molto determinato ed impegnato nel far capire ai suoi giocatori quali aspetti migliorare per non ripetere gli errori effettuati nelle precedenti partite."Mi sento come un leone" è stata la prima dichiarazione del tecnico napoletano dopo le critiche ricevute per aver effettuato,a Genova,un turn-over dovuto al rientro dei calciatori sud americani dall'impegno con le rispettive Nazionali.
"Una scelta inopportuna, in considerazione del valore dell'avversario" - è stato il pensiero di molti tifosi partenopei - "Una decisione obbligata avendo riscontrato la stanchezza dovuta al viaggio sostenuto dai calciatori" - in sintesi la giustificazione del tecnico.
Chi si aspettava una piena assunzione di responsabilità di Donadoni per l'inopinata sconfitta di Marassi contro il Genoa, ha dovuto constatare che, oltre a non essere disposto a recitare il "mea culpa", Roberto, dimostrando una notevola professionalità, si è subito proiettato al successivo impegno della squadra azzurra cercando di continuare, con convinzione, la strada intrapresa allorchè ha trasmesso il suo "credo" ai giocatori azzurri.Il tecnico partenopeo ha analizzato, insieme alla squadra, i motivi che hanno determinato le due sconfitte in trasferta ed il calo,nel secondo tempo,contro il Livorno.
L'intento di Donadoni è quello di far capire ai suoi giocatori che non basta esprimere un gioco spettacolare e redditizio solo parzilamente ma bisogna insistere sulla continuità della manovra affinchè il gioco prodotto possa detreminare un risultato positivo senza correre inutili rischi dovuti ad un calo di concentrazione.Napoli-Udinese: una partita, con due formazioni in grado di offrire un ottimo spettacolo calcistico, che può rappresentare un "banco di prova" per le ambizioni della squadra napoletana e la conferma dello stato attuale di forma dei friulani.La serata del San Paolo fornirà un responso, in particolare per il Napoli, molto atteso da tutto l'ambiente partenopeo.
Vincenzo Vitiello


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